ANDREA FORNARO IN ATLANTICO 2017 | MINI TRANSAT 2.0

Mini Transat

La Mini Transat è una delle regate più impegnative ed estreme nel panorama della vela mondiale, per questo attira le attenzioni di milioni di persone. Si svolge ogni due anni con barche di 6,5 mt, in due categorie (proto e serie), in solitario e senza assistenza. Partenza prevista dalla Francia, passando per le isole Canarie (Lanzarote) e arrivando in Guadalupe (Antille francesi) - per un totale di circa 4000 miglia e circa un mese di navigazione - senza possibilità di comunicazione esterna e senza supporti tecnologici, tranne un GPS non cartografico ovvero un sistema satellitare che rileva la posizione geografica, un VHF, un sestante e alcune carte nautiche. Il percorso è molto insidioso e richiede doti di navigazione altissime, insieme ad una preparazione meticolosa. Ogni skipper, da regolamento, è infatti ammesso sulla linea di partenza solo ed esclusivamente dopo essersi qualificato ovvero dopo aver effettuato una navigazione di almeno 1000 miglia in solitario e 1000 miglia in regata.

• Una sfida oceanica di grande impatto mediatico
• 5 nazioni coinvolte e copertura mediatica mondiale
• 16 nazioni presenti al via
• Live tracker per ogni regata seguita da migliaia di fans
• 10.000 visitatori allo yacht village
• 40.000 persone presenti al via
• 6.000.000 di fan su Social Network dell'evento

LA STORIA
Le prime Mini Transat si disputarono partendo da Penzance, un piccolo porto ad ovest di Plymouth per arrivare, dopo uno scalo alle Canarie, nelle Antille Francesi. A partire dal 1985 la città di partenza divenne Brest che cedette poi negli anni ’90 il testimone a La Rochelle, porto di partenza fino al 2011. Il percorso fu modificato, scegliendo come località di arrivo Salvador de Bahia in Brasile dopo aver effettuato uno scalo tecnico a Lanzarote o a Madeira.
La rotta comprendeva tra l’altro, l’attraversamento dell’arcipelago di Capo Verde e del famigerato “Pot au Noir”, un’area di bassa pressione larga solo qualche centinaio di chilometri da nord a sud, dove le convergenze di masse di aria calda e umida portate dagli alisei provenienti dalle zone tropicali danno luogo a condizioni di estrema instabilità con violenti rovesci e temporali che si alternano a lunghe calme piatte. A partire dall’ultima edizione, svoltasi nel 2013, la località di partenza è diventata Douarnenez nel sud della Bretagna e il percorso è tornato alle origini, con il porto di arrivo a Pointe à Pitre.

(testo storico, courtesy: www.zerogradinord.net)

MINI TRANSAT – ÎLES DE GUADELOUPE 2015

by Stan Maslard,
 President of the “Mini Class”

(from the MT Media Guide 2015)

Every two years, the Mini transat marks the completion of a long journey for all those who have chosen to be a part of this great adventure. It is the moment when the skippers will be rewarded for all their efforts, amongst qualification sails and obligatory participation in a number of races. This is obviously excluding the endless hours of preparation, training in the hope of being the most efficient as possible on the starting line. Indeed we could say: to present yourself at the start of the Mini transat, you need unshakeable drive, the conviction that to complete a Transatlantic crossing warrants a few terrestrial sacrifices, all of which the “Mini Class” deems necessary.
For the past 15+ years, the “Mini Class” has sought to ensure that all those who present themselves at the starting line are 100% ready to undertake this challenge. This does not mean that all participants will be high-level skippers and that all will be able to fight it out for a spot on the podium. However, our wish is that all those who take part in the event will know how to react to all types of situations with a “good sailor” instinct; they should be able to manoeuvre their boat with complete autonomy. This is, in many ways, the one guarantee that we can offer organisers; the cornerstone in the relationship of trust that we have to share. A Mini transat, is also the end of a cycle. As a result of the Mini transat – ÎLES DE GUADELOUPE 2015, the gauge will be profoundly modified to allow the exploration of new approaches, notably the possibility to equip our monohull boats with foils or other appendices likely to make our boats “fly”. We did not want to carry out these modifications before the Mini transat to avoid penalising those who had engaged themselves for two years in a repairs process. However, we guess that from the start of 2016, these projects will bear fruit. Preparing in the best possible conditions ten or so candidates for adventure, promoting innovation and research, ensuring the safety of the skippers, the “Mini Class” is well and truly in its preferred element.