ANDREA FORNARO SAILING ATHLETE

L’offshore: una grande scuola per i sailmakers

Se è vero che l’attenzione massima di un navigatore va innanzitutto allo scafo della sua barca, scelto per svariati motivi, in linea con i propri desideri e le proprie possibilità, sia atletiche che economiche, il piano velico non è da meno. Vero e unico “motore” propulsore della barca, le vele sono un territorio di sperimentazione affascinante quanto alle possibilità che il materiale, il taglio, la forma, le finiture e, non da ultimi, gli accessori consentono.

Andrea per la sua seconda Mini Transat ha scelto di rivolgersi a Pro Laghi-Loft, veleria produttrice ufficiale per l’area laghi, Veneto, Emilia e Marche del marchio Quantum Sails, che opera soprattutto nel settore delle regate inshore seguendo praticamente tutti i monotipi diffusi in Italia. Ci racconta brevemente i motivi.

Ho cercato un rapporto con Pro Laghi-Loft perché ritengo che le vele di un Mini alla fine debbano richiamare quelle di una deriva olimpica, in sintesi: la perfezione del concept e delle finiture. In Italia le velerie che hanno grande accuratezza in questo senso non sono moltissime e dal lato di Quantum c’è anche un’esperienza velica “sul campo” molto alta, che ho sentito particolarmente vicina. La ricerca di una partnership per questa Mini Transat alla fine si è conclusa nel migliore dei modi. Con Manlio e Carlo parliamo la stessa lingua, nel senso che ho trovato in loro grande curiosità, voglia di aprirsi alle novità… insomma disponibilità ad affrontare insieme una sfida del genere!

Abbiamo intervistato Manlio Pozzoli - originario del Lago d'Iseo, dal 2012 Co-owner/Production and Quality Control Manager di Pro-Laghi Loft Italia, già Sailmaker/Production Manager di Quantum e North Sails Italia, oltre che di Luna Rossa Challenge TP52 nel 2010 - e il gardesano Carlo Fracassoli, tecnico disegnatore, ma anche noto velista che vanta numerosi titoli nazionali ed internazionali in diverse classi (1° al Mondiale Melges 24 del 2012, 2° in quello del 2016 e di nuovo 1° nel 2017).

Carlo, da Sail designer quali sono state le parti interessanti e le difficoltà di questo progetto?

Le difficoltà le riconduco soprattutto al fatto che questa era la mia prima esperienza con un tipo di barche del genere. Sideral 931 di Andrea è un prototipo e questo aumenta le difficoltà perché non si ha uno “storyboard” su cui lavorare. I Mini sono barche molto piccole e veloci che cercano di spingere al massimo le superfici delle vele, ma allo stesso tempo richiedono che tutto debba essere realizzato calibrando leggerezza e robustezza: questo è un binomio per me molto interessante da sviluppare. Anche il rapporto diretto tra designer e velista ha un peso e ha reso questa collaborazione un’ottima esperienza.

Come velista che idea ti sei fatto della Mini Transat?

Sicuramente questo progetto mi ha dato modo di testare nuovi shape e materiali che possono poi essere applicati anche ad altre imbarcazioni. Lavorare per una barca offshore, seppur piccola, ha di sicuro ampliato la mia esperienza in questo campo dandomi modo di conoscere problematiche generalmente legate a barche molto più grandi.

Manlio, che “mindset” hai usato per rifinire le vele del Mini?

Premetto che in ogni vela che confeziono c’è sempre, in generale, una speciale attenzione all’innovazione. Per queste vele in particolare ho usato molta cura nei dettagli. Questa cura è legata in modo diretto a caratteristiche di alta affidabilità, performance e facilità di utilizzo.

A livello di conoscenza applicabile a barche più grandi, cosa vi ha dato questo progetto?

Manlio: Le vele offshore sia di dimensioni grandi che piccole, come queste del Mini 6.50, possono essere costruite per certi dettagli nel medesimo modo (con le giuste proporzioni); quindi quello che si testa in piccolo su queste vele potrà essere usato su quelle di dimensioni maggiori.

Carlo: Da velista specializzato in regate inshore vedo la Mini Transat come un mondo a me lontanissimo. Però lo considero un bellissimo progetto in cui bisogna sapersi dedicare davvero a tutti gli aspetti; un progetto a 360° dove ogni cosa deve incastrarsi e funzionare alla perfezione.

Come si svilupperà il vostro impegno nel mondo dell’offshore?

Manlio: Dipenderà molto dalle nostre scelte future. Mi piacerebbe continuare a seguire i Mini anche perché finora, questa stagione a fianco di Andrea Fornaro ci ha dato delle belle soddisfazioni. Credo si possa fare meglio e di più con la giusta tecnologia. Per un sailmaker costruire vele offshore è senz’altro una fonte di grande scuola, per poter fornire ai clienti un prodotto di alta qualità.


 

golden goose outlet online golden goose femme pas cher goedkope golden goose kopen fjallraven kanken backpack sale fjallraven kanken rugzak kopen fjällräven kånken reppu netistä fjallraven kanken táska